Compagnia del Sole

Maggio all'infanzia: recensione di "Canto la storia dell'astuto Ulisse"

 

Recensione dello spettacolo "Canto la storia dell'astuto Ulisse" al Maggio all'infanzia 2018
Testata: Eolo-ragazzi.it
Autore: Rossella Marchi
Data: maggio 2018

Ulisse è sicuramente uno tra i personaggi più raccontati e cantati. Il suo essere archetipo lo rende attuale e contemporaneo in ogni tempo. Il tema del coraggio, del misurarsi con se stessi, del confrontarsi con il proprio limite attraversa tutte le epoche proprio perché insito nella natura dell’uomo. Le avventure di Ulisse, quindi, diventano momento catartico sia, probabilmente, per chi le racconta che, sicuramente, per chi le ascolta. Il nostro Flavio Albanese, reduce dal successo de L’universo è un materasso, si confronta con questo mito in "Canto la storia dell’astuto Ulisse", interessante produzione che, oltre a comprendere ovviamente la Compagnia del Sole, vede la partecipazione del Piccolo Teatro di Milano e la preziosa collaborazione artistica del Teatro Giocovita. L’inizio dello spettacolo è particolare: il bravo Albanese introduce la storia di Ulisse attraverso un gioco scherzoso con i bambini a cui è rivolto il lavoro. Il pubblico collabora volentieri e vivacemente a ripercorrere insieme all’attore la storia da cui si dipanano le gesta di Ulisse. L’attore, dopo esser riuscito abilmente a costruire insieme ai bambini questo terreno comune, entra in scena nei panni di Ulisse e ci racconta, con la grande capacità alla quale ormai ci ha abituato, il viaggio dell’eroe omerico. La narrazione è meravigliosamente accompagnata da uno spettacolo nello spettacolo: le ombre di Lele Luzzati e l’abilità degli animatori di sagome, chiamati così perché davvero gli donano un’anima, del Teatro Giocovita. Ecco quindi apparire una gigantesca ombra del cavallo di Troia, che si materializzerà davvero più tardi, dal quale calano le piccole sagome dei greci nella notte, Polifemo e il celebre atto d’astuzia di Odisseo che si ribattezza Nessuno per sfuggire alla cattura, il canto delle sirene. Interessante la rappresentazione del mare in tempesta impreziosito dal suono prodotto in scena dallo stesso Albanese che mentre racconta riproduce, con inusuali strumenti a percussione, il suono dei tuoni e delle onde. Ci sentiamo inoltre di sottolineare la fantastica trasformazione dei compagni d’avventura di Ulisse in porci ad opera della maga Circe, magistralmente giocata con le ombre. Il racconto si snoda agile toccando tutti gli eventi della storia del nostro eroe grazie all’attore che ci accompagna vestendo ora i panni del narratore ora quelli di Ulisse. Il tessuto drammaturgico dello stesso Albanese rende convincente lo spettacolo e porta con leggerezza il pubblico in un viaggio che attraversa molteplici stati emotivi: dal divertimento dell’iniziale partecipazione attiva, alla paura nella tempesta, per finire con la relazione empatica con il protagonista nel desiderio del ritorno e nel coraggio necessario all’ultima sfida ad Itaca. Si esce così dal teatro con l’intima sensazione che il dantesco “folle volo” riguardi in fondo ognuno di noi.
ROSSELLA MARCHI

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