Compagnia del Sole

GLI ENEADI all'Istituto Marco Polo di Bari

giovedì 28 novembre, Istituto Marco Polo di Bari

GLI ENEADI

Il viaggio

Di P. Virgilio Marone

Una mise- en espace

adattamento e direzione di Marinella Anaclerio

Con Antonella Carone e Domenico Piscopo

interventi video Giuseppe Magrone

selezione musicale a cura di Marinella Anaclerio

con il contributo del Comune di Bari

 

Ma che gente è la tua? Che barbaro costume

ci impedisce di scendere a terra e di fermarci

Sulla spiaggia? Perché farci guerra?

Se avete In poco conto il genere umano

e le armi degli uomini, temete almeno

gli dei che ricordano e giudicano (Eneide libro I )

Marinella Anaclerio e Flavio Albanese lavorarono sull’Eneide nel 2004 con un gruppo di attori in una sala prove all’Esquilino a Roma, quartiere storico dell’immigrazione, realizzando un progetto internazionale. Virgilio, all’indomani dell’esproprio delle sue terre e della perdita di tutto quello che era appartenuto alla sua famiglia, si ritrovò a dover cantare le lodi di colui che l’aveva espropriato, togliendo la dimora ai suoi “Penati”, dunque togliendogli con la destra molto più di ciò che gli aveva dato con la sinistra. Il poeta creò un corto circuito tra la narrazione epica e l’esperienza personale, trasmutandola in un’altissima riflessione sulla storia delle civiltà, facendo di Enea ”profugo per volere del fato” il Pater Patriae, ma un anche archetipo. Il nostro testo, alla stesso modo, è nato dal corto circuito tra il poema virgiliano e storie di migranti raccolte nei centri di prima accoglienza pugliesi e romani tra il 2003 e 2004.

Oggi, sulla base di quel lavoro, si è pensato ad una mise en-espace più agile e capace di adattarsi a spazi anche non convenzionali, proprio per tornare a cantare le riflessioni alte su un tema più che mai caldo. Un uomo ed una donna danno voce e cuore a tutti i personaggi trascinando la platea in un viaggio che continua a ripetersi, in condizioni sempre più disperate ai giorni nostri.

Abbiamo ripreso il lavoro scegliendo i passaggi fondamentali del poema: la fuga da Troia in fiamme, il naufragio a Cartagine, l’incontro con un’altra profuga, Didone, la discesa nell’ade, l’approdo alle foci del Tevere, la nuova guerra per potersi fermare e sopravvivere in pace. Sono il percorso umano di Enea e dei suoi uomini; quello divino è troppo aldilà da venire. Il regno nascerà secoli dopo. Siamo stati attenti ad ascoltare il contro canto in minore di Virgilio, che come il Quelet non fa che ripetere “vanità, vanità immensa tutto è vanità”. Ci sono circa 70 conflitti in atto sul pianeta, coinvolgono circa 800 milizie, ci sono circa 70 milioni di profughi. Enea e gli Eneadi sono tra loro. Il loro regno abita già nella casa del futuro.

....Regina se i fati mi avessero permesso di condurre la vita

come volevo, secondo i miei veri desideri,

sarei rimasto a Troia, vicino alle dolci reliquie dei miei

(Eneide libro IV)